SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.

Il TAR: il versamento insufficiente del contributo di € 500 non determina il rigetto della domanda di emersione. L’irregolarità è sanabile.

SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.

Un’importante pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia – Sezione Terza interviene nuovamente sul tema della cosiddetta “Sanatoria 2020”, affermando un principio di particolare rilievo per le procedure di emersione dei rapporti di lavoro irregolare.

Il TAR Lombardia, con decisione assunta nella camera di consiglio del 29 luglio 2026, ha infatti accolto il ricorso patrocinato dallo Studio Legale dell’Avv. Domenico Strangio del Foro di Milano, che opera nel settore del diritto dell’immigrazione e della tutela dei diritti umani, annullando il provvedimento con il quale la Prefettura aveva rigettato una domanda di emersione presentata ai sensi dell’art. 103 del D.L. n. 34/2020.

Al centro della controversia vi era una questione apparentemente formale, ma dalle conseguenze estremamente rilevanti per il lavoratore straniero: il contributo forfettario previsto per accedere alla procedura non era stato versato nella misura integrale di 500 euro.

UNA VICENDA AMMINISTRATIVA DURATA ANNI

La domanda di emersione era stata presentata nell’agosto del 2020.

Nel corso dell’istruttoria era emerso che il contributo forfettario previsto dalla normativa era stato corrisposto in misura inferiore rispetto all’importo dovuto, a seguito di un errore materiale commesso dal CAF incaricato della gestione della pratica.

Nonostante la volontà delle parti di aderire alla procedura e la disponibilità a integrare immediatamente il pagamento, la Prefettura aveva adottato un primo provvedimento di rigetto.

La vicenda era già arrivata davanti alla giustizia amministrativa e il primo provvedimento negativo era stato annullato.

A seguito della riapertura del procedimento, tuttavia, l’Amministrazione aveva nuovamente rigettato la domanda, sostenendo che il contributo di € 500 avrebbe dovuto essere integralmente corrisposto entro il termine originariamente previsto e che non fosse possibile procedere successivamente alla sua integrazione.

Di fronte al nuovo rigetto, lo Studio Legale dell’Avv. Domenico Strangio ha nuovamente contestato la decisione amministrativa, portando la questione all’attenzione del TAR Lombardia.

LA TESI SOSTENUTA IN GIUDIZIO

La difesa ha contestato una lettura eccessivamente formalistica della normativa sull’emersione, evidenziando come un mero errore materiale relativo al versamento del contributo non potesse trasformarsi in una causa definitiva di esclusione dalla procedura.

Il ricorso ha posto al centro la necessità di valutare concretamente la posizione del lavoratore straniero e la finalità perseguita dal legislatore attraverso la procedura di emersione, richiamando, tra gli altri, i principi di proporzionalità, ragionevolezza, buon andamento, legittimo affidamento e soccorso istruttorio.

Una tesi che il TAR Lombardia ha ritenuto fondata.

IL TAR LOMBARDIA: IL PAGAMENTO INFERIORE È UNA MERA IRREGOLARITÀ SANABILE

La parte più significativa della decisione riguarda proprio le conseguenze dell’errato versamento.

Il TAR ha osservato che l’art. 103 del D.L. n. 34/2020 disciplina specificamente le cause di inammissibilità, rigetto e mancata ammissione alla procedura.

Tra queste, tuttavia, non è prevista la corresponsione del contributo in misura diversa da quella stabilita dalla legge.

Da qui il principio affermato dal Tribunale: il pagamento del contributo in misura inferiore rispetto a quella prevista dalla legge non costituisce una causa automatica di inammissibilità o di rigetto della domanda di emersione, ma deve essere considerato una mera irregolarità e, come tale, sanabile.

Una conclusione particolarmente importante perché impedisce che un errore materiale possa determinare automaticamente la perdita definitiva della possibilità di regolarizzazione del lavoratore.

NO A UN FORMALISMO CHE SACRIFICA I DIRITTI DELLA PERSONA

La decisione assume un significato che va oltre il singolo procedimento.

La procedura di emersione prevista dal legislatore aveva infatti una precisa finalità: consentire la regolarizzazione di rapporti di lavoro effettivamente esistenti e far emergere situazioni di irregolarità presenti sul territorio nazionale.

Trasformare un pagamento incompleto in una causa definitiva di rigetto, senza che la legge preveda espressamente una simile conseguenza, avrebbe significato sacrificare la finalità sostanziale della normativa a favore di un’applicazione meramente formale della stessa.

Il TAR ha inoltre valorizzato la disponibilità manifestata dal datore di lavoro a integrare quanto già versato, ritenendo che tale circostanza dimostrasse la serietà della domanda e l’effettiva volontà di adempiere integralmente agli obblighi previsti dalla legge.

LA SENTENZA

SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.
SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.
SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.
SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.
SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.
SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.

ANNULLATO IL RIGETTO: LA PREFETTURA DOVRÀ CONSENTIRE L’INTEGRAZIONE

L’accoglimento del ricorso produce conseguenze concrete particolarmente rilevanti.

Il TAR Lombardia ha annullato il provvedimento impugnato e ha stabilito che la Prefettura dovrà consentire il pagamento della differenza del contributo, detraendo quanto già corrisposto, e successivamente concludere il procedimento con un nuovo provvedimento espresso.

Il Tribunale ha inoltre rilevato come, nel corso della complessa vicenda amministrativa, non fossero emersi ulteriori elementi ostativi all’accoglimento dell’istanza.

Il Ministero dell’Interno è stato altresì condannato al pagamento delle spese di giudizio.

UNA DECISIONE IMPORTANTE PER LA TUTELA DEI CITTADINI STRANIERI

La pronuncia rappresenta un risultato significativo nell’attività svolta dallo Studio Legale dell’Avv. Domenico Strangio del Foro di Milano con l’avv. Stefania Caggegi del foro di Messina, impegnato nel campo del diritto dell’immigrazione e dei diritti umani, con particolare attenzione alla tutela delle persone straniere nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Il caso dimostra quanto sia importante verificare attentamente la legittimità dei provvedimenti amministrativi negativi.

Un rigetto, infatti, non è necessariamente la conclusione definitiva di un procedimento.

Quando l’Amministrazione adotta una decisione sulla base di un presupposto non previsto dalla legge o applica la normativa in maniera eccessivamente formalistica, l’intervento della giustizia amministrativa può consentire il ripristino della legalità e la tutela concreta della posizione dello straniero.

La decisione del TAR Lombardia riafferma così un principio fondamentale: la Pubblica Amministrazione non può introdurre, attraverso l’interpretazione, nuove cause di esclusione non previste dal legislatore, soprattutto quando è possibile sanare l’irregolarità e raggiungere la finalità sostanziale prevista dalla legge.

SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.

Avv. Domenico Strangio.

SANATORIA 2020, IMPORTANTE VITTORIA AL TAR LOMBARDIA: ACCOLTO IL RICORSO DELLO STUDIO LEGALE DELL’AVV. DOMENICO STRANGIO.

Avv. Stefania Caggegi.

Lo Studio Legale dell’Avv. Domenico Strangio, svolge la propria attività nel settore del diritto dell’immigrazione e della tutela dei diritti umani, prestando assistenza giudiziale e stragiudiziale nelle controversie riguardanti cittadini stranieri e nei procedimenti dinanzi alle Autorità amministrative e giudiziarie competenti.