
Il ricorso è stato presentato dagli avv.ti Domenico Strangio del foro di Milano e Stefania Caggegi del foro di Messina.
Con una recente sentenza (RG n. 4899/2025), il TAR del Lazio – Sezione Quinta Quater – ha accolto un ricorso presentato per ottenere il rilascio di un visto d’ingresso per lavoro subordinato richiesto presso il Consolato Generale d’Italia a Casablanca. Il provvedimento segna un importante precedente contro le lungaggini burocratiche e il silenzio delle autorità consolari soprattutto in Marocco.
Il ricorso, presentato ai sensi dell’art. 117 c.p.a., mirava alla declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione sul procedimento avviato a maggio 2024. Nonostante il Nulla Osta già rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione, la competente rappresentanza diplomatica non aveva concluso il procedimento nei termini previsti dalla normativa vigente, ovvero entro 30 giorni dalla domanda.
Il TAR ha riconosciuto la piena fondatezza del ricorso, accertando l’obbligo dell’Amministrazione di concludere il procedimento entro i termini previsti dall’art. 31, comma 8, del DPR 394/1999. Di conseguenza, ha ordinato al Ministero degli Affari Esteri di provvedere entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza, nominando anche un commissario ad acta per garantire l’esecuzione del provvedimento in caso di ulteriore inerzia.
Le spese processuali sono state poste a carico dell’Amministrazione resistente.




Questa pronuncia rappresenta un segnale importante contro l’inerzia ingiustificata degli organi consolari, riaffermando il diritto degli stranieri – in presenza di Nulla Osta valido – ad ottenere il visto nei tempi stabiliti dalla legge.

Lo studio legale dell’Avv. Domenico Strangio si trova a Milano in viale Abruzzi 13 A e si occupa di problematiche riguardanti il diritto dell’immigrazione e la cittadinanza italiana.
