Cassazione: no agli automatismi nelle espulsioni in presenza di legami familiari stabili.

Importante pronuncia della Corte di Cassazione in materia di immigrazione e tutela dell’unità familiare.

Con ordinanza pubblicata il 13 maggio 2026, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dall’Avv. Domenico Strangio del Foro di Milano e dall’ Avv. Sonila Begaj entrambi del foro di Milano, cassando il decreto con cui il Giudice di Pace di Lodi aveva confermato un provvedimento di espulsione nei confronti di una cittadina straniera.

Il caso affrontato

La vicenda riguardava una cittadina straniera destinataria di un decreto di espulsione emesso dalla Prefettura di Lodi per presunta permanenza irregolare sul territorio nazionale. Durante il procedimento, però, era intervenuta una circostanza decisiva: la ricorrente aveva contratto matrimonio con un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia e aveva avviato la procedura per ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari tramite coesione familiare.

Nonostante tali elementi, il Giudice di Pace aveva rigettato il ricorso, sostenendo che il matrimonio con un cittadino straniero non fosse sufficiente a impedire l’espulsione e che la domanda di permesso non attribuisse alcun titolo alla permanenza sul territorio italiano.

I motivi del ricorso proposto.

Nel ricorso per Cassazione è stato evidenziato come il giudice di merito avesse omesso di valutare adeguatamente:

  • la stabile convivenza familiare;
  • il matrimonio contratto in Italia;
  • la pendenza del procedimento amministrativo per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari;
  • la tutela della vita privata e familiare garantita dall’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

È stato inoltre contestato l’automatismo applicato nell’adozione della misura espulsiva, in contrasto con la normativa nazionale e con la più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte EDU.

La decisione della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando un principio di grande rilievo pratico: anche quando il divieto assoluto di espulsione previsto dall’art. 19 del Testo Unico Immigrazione non sia formalmente applicabile, il giudice deve comunque valutare concretamente i legami familiari esistenti in Italia.

Secondo la Suprema Corte, l’espulsione non può essere il risultato di un automatismo amministrativo, ma richiede:

  • una verifica effettiva della natura dei rapporti familiari;
  • la valutazione della convivenza e del matrimonio;
  • il bilanciamento tra esigenze di controllo dell’immigrazione e diritto all’unità familiare.

La Cassazione ha richiamato espressamente l’art. 8 CEDU e la giurisprudenza costituzionale, ribadendo che ogni decisione che incide sulla vita familiare dello straniero deve essere fondata su un esame concreto e individuale della situazione personale.

Il principio affermato

Particolarmente significativo il passaggio in cui la Corte afferma che il giudice deve svolgere:

“un attento e delicato esame” della natura e dell’effettività dei legami personali e familiari.

La decisione conferma quindi che la tutela della famiglia e della vita privata rappresenta un limite fondamentale all’esercizio del potere espulsivo dello Stato.

L’esito del giudizio

Accogliendo il ricorso la Corte di Cassazione ha cassato il provvedimento impugnato e rinviato la causa al Giudice di Pace di Lodi, in diversa composizione, per un nuovo esame conforme ai principi indicati dalla Suprema Corte.

Cassazione: no agli automatismi nelle espulsioni in presenza di legami familiari stabili.
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Gli avv. Domenico Strangio e Sonila Begaj del foro di Milano

Cassazione: no agli automatismi nelle espulsioni in presenza di legami familiari stabili.

Lo Studio Legale dell’Avv. Domenico Strangio, con sede a Milano in Viale Abruzzi 13/A, si occupa di problematiche relative al diritto dell’immigrazione e alla tutela dei diritti umani.